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L’illusione narcisistica di una famiglia perfetta (T. Calzone, M. Lattanzi, 2007).

Le persone che possono essere inserite nell’organizzazione di personalità del narcisista perverso sono i manipolatori affettivi, coloro che sotto le mentite spoglie di ottimi ascoltatori molto disponibili e comprensivi sono in realtà degli sfruttatori che usano le confidenze, le vulnerabilità e le paure. I narcisisti perversi sono dei camaleonti, si adattano ai bisogni, anticipano i desideri, creano realtà illusorie.

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.
https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

Gli strumenti che adottano sono l’inganno, il raggiro, le menzogne, in altri termini la manipolazione. Tessono una ragnatela molto sottile, ogni movimento blocca sempre di più la vittima, indebolendola, rendendola dipendente e isolandola. Quale potrebbe essere un’eziologia dei narcisisti perversi?
L’esperienza ultradecennale acquisita sul campo con un numerosissimo campione di presunte vittime e un numeroso campione di presunti autori di violenza, stalking e omicidi ha permesso di identificare una dinamica peculiare. Sembrerebbe che queste persone, sia nella fase del narcisismo primario (autoerotismo) che in quella del narcisismo secondario (alloerotismo), fasi ben studiate da S. Freud, avrebbero subito dai caregiver una profonda contaminazione dalla “Illusione narcisistica delle perfezione familiare” (T. Calzone, M. Lattanzi, 2007).

Nel mese di novembre l’A.I.P.C. ha organizzato la Campagna di prevenzione “I delitti familiari”. È possibile sfogliare l’ebook AIPC “CAMPAGNA DELITTI FAMILIARI NOVEMBRE 2022” al seguente link:
https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/12/19/ebook-aipc-campagna-delitti-familiari-novembre-
2022/

L’I.N.F.P. (2007) distrae dalla centralità dei propri bisogni a favore di quelli della famiglia, che assume il potere, l’onnipotenza assoluta; la gratificazione e la frustrazione hanno come unico ed assoluto protagonista la famiglia. Nello stesso tempo la famiglia assume il ruolo di persecutore interno, le persone vittime dell’I.N.F.P. uccidono e si uccidono, l’omicidio e/o il suicidio come narrazione della loro onnipotenza “rubata”, l’omicidio e/o il suicidio è percepito come unica possibilità di liberarsi da una vita immolata sull’altare della famiglia.
Le persone affette dal disturbo di personalità di tipo narcisistico creano una figura del Sé idealizzata, ossia un’immagine di loro stessi e della loro persona perfetta e indistruttibile, in modo tale da assicurarsi che questa non possa essere intaccata, e/o attaccata, dall’esterno. Spesso gli individui con l’Illusione narcisistica di una famiglia perfetta si misurano con dei modelli genitoriali confusi, dove da un lato ottengono approvazione e considerazione e dall’altro una carente disponibilità e un quasi inesistente sostegno affettivo.
L’infanzia di queste persone è contraddistinta da una mancanza di regole e da una sproporzionata accondiscendenza, sono accontentati i loro bisogni materiali, non quelli affettivi.

È possibile leggere l’articolo Persone Epigeneticamente Modificate (P.E.M.) ©AIPC 2021 al seguente link: https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/12/05/persone-epigeneticamente-modificate-p-e-m-aipc-2021/

I caregiver, di conseguenza possono essere caratterizzate dalle “apparenze” non da un rapporto intimo. Per riuscire a sentirsi importanti e ottenere le attenzioni desiderate questi bambini cercano di essere sempre più perfetti possibile.
È inoltre probabile che determinati pattern comportamentali si possano ripresentare nell’età adulta nelle relazioni interpersonali connotate da affetti e sentimenti, per fronteggiare un terreno sconosciuto, questi soggetti rifuggono in un immenso senso di superiorità e orgoglio forgiando una corazza.
Si riporta a titolo esemplificativo e non esaustivo uno dei numerosi casi seguiti dai professionisti volontari dell’A.I.P.C., il caso di X un particolare tipo di narcisismo. X si sta separando dalla moglie la quale lo accusa di maltrattamenti in famiglia. I due hanno insieme un bambino piccolo, verso il quale X direziona tutte le sue attenzioni nonostante debba affrontare una querela, i suoi pensieri sono tutti rivolti a suo figlio.

Sportello di ascolto antiviolenza AIPC festività natalizie. Non vi lasciamo soli con la violenza neanche durante le festività natalizie (attivo tutti i giorni).
Numero di cellulare 3924401930 attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 12:00 alle ore 16:00;
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Usa nella narrazione espressioni come: “lui ha bisogno di me”, “è una situazione per lei troppo instabile”, “deve passare più tempo con me”).
X è uno studioso e ritiene che questa situazione sia una grandissima offesa verso la sua persona e verso la sua stessa immagine. Si difende dalle accuse della donna spiegando che nella sua vita ha sempre cercato di essere giusto e senza mai essere cattivo. Sottolinea inoltre come, venendo da una famiglia onorata e di spicco ha il terrore di parlarne con i suoi genitori perché procurerebbe loro un dolore indicibile, disonorandoli.

L’A.I.P.C. ha trattato del tema della socialità utile per il benessere nella Campagna “Conoscersi per relazionarsi – Il dolore sociale”, che è possibile leggere al seguente link:
https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/03/14/campagna-conoscersi-per-relazionarsi-il-
dolore-sociale/
.

Nega di aver maltrattato l’ex moglie e tantomeno il bambino, ritenendo che la querela sia solamente uno stratagemma della donna per distruggerlo “questo rende sporca la mia immagine perfetta, va ad inficiare l’impegno profuso per costruire una vita e una famiglia perfetta”. X ritiene infatti che questo sia “un oltraggio verso la sua persona e la famiglia perfetta sia quella costruita che quella d’origine”, tutto architettato per colpirlo sui valori per lui molto importanti, ossia la correttezza e rettitudine, e per allontanarlo da suo figlio.
Il caso del signor X manifesta un bisogno profondo di ottenere l’approvazione e il rispetto “esterno”, è per lui fondamentale proteggere un’immagine di sé rispettabile piuttosto che costruire rapporti intimi e significativi.

Chiunque avesse vissuto o stesse vivendo le dinamiche riconducili all’ I.N.F.P. e volesse interrompere tali dinamiche può scrivere una mail a aipcitalia@gmail.com
Bibliografia
AA.VV. (2007), La violenza come riconoscerla, prevenirla e gestirla, A.I.P.C. Editore – Roma. (esaurito);
AA.VV. (2009), Stalking, A.I.P.C. Editore – Roma (esaurito);
AA.VV. (2010), Violenza e Stalking: due facce della stessa medaglia, A.I.P.C. Editore – Roma. (esaurito);
AA.VV. (2011), Rifiuto tossico: stalker e trattamento, prigione o terapia? A.I.P.C. Editore – Roma. (esaurito);
AA.VV. (2012), Rischio morale: Amore un gioco pericoloso, A.I.P.C. Editore – Roma. (esaurito);
AA.VV. (2013), Stalking: Distacco, separazione e abbandono, A.I.P.C. Editore – Roma. (esaurito);
AA.VV. (2015), Il narcisismo perverso dalla famiglia alla coppia, A.I.P.C. Editore – Roma. (rimanenze limitate);
AA.VV. (2017), Verso un’eziologia delle relazioni violente. Uno studio clinico, psicodiagnostico e psicofisiologico. A.I.P.C. Editore – Roma.
AA.VV. (2018), La violenza di genere che non degenera, A.I.P.C. Editore – Roma. (esaurito);

Riproduzione riservata ©A.I.P.C. Editore 2022

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