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La Salute Mentale: Il Ruolo della Socialità e dello Stress (seconda parte)

È possibile leggere la prima parte dell’articolo “La Salute Mentale: Il Ruolo della Socialità e dello Stress” al seguente link https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/12/05/la-salute-mentale-il-ruolo-della-socialita-e-dello-stress-prima-parte/

L’A.I.P.C. ha trattato del tema della socialità utile per il benessere nella Campagna “Conoscersi per relazionarsi – Il dolore sociale”, che è possibile leggere al seguente link:

https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/03/14/campagna-conoscersi-per-relazionarsi-il-dolore-sociale/.

È importante la sfera sociale per il benessere, la mancata socializzazione può portare a condizioni di stress. Ma che cos’è lo stress e come funziona? Approfondendo maggiormente tale aspetto, risulta importante spiegare che, in presenza di una situazione stressante, si attivano il sistema nervoso simpatico, il quale rilascia noradrenalina, e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Questo accade ovviamente quando si tratta di una dose di stress elevata, poiché piccole dosi di stress risultano avere una valenza positiva sulla performance. Le patologie maggiormente correlate allo stress sono quelle cardiovascolari, metaboliche, i disturbi depressivi e neurodegenerativi e i tumori.

Sportello dedicato ai comportamenti violenti e ai loro potenziali autori, in particolare ai loro partner, parenti, avvocati, operatori delle forze dell’ordine, medici e psicologi. Numerosi casi di violenza, omicidi e suicidi in Italia sono stati sottovalutati anche dalle strutture private o pubbliche preposte alla salute e alla giustizia. Se notate cambiamenti di umore, eccentricità, impulsività, aggressività non esitate a contattare:

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La correlazione stress e patologie può essere spiegato con la risposta infiammatoria a livello sia cerebrale sia periferico. Il corpo deve contrastare l’infezione con il processo infiammatorio che potrebbe condurre alla depressione e allo stress. L’amigdala, in presenza di minaccia, invia un segnale all’ipotalamo, il quale, a sua volta, manda il segnale ad una ghiandola chiamata ipofisi, posta alla base del cervello, che reagisce secernendo l’ormone adrenocorticotropo, il quale raggiunge attraverso il sangue i surreni, che producono il cortisolo.

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Il cortisolo può potenziare l’infiammazione, ricopre un ruolo ambivalente. In parallelo, il cervello ordina il rilascio di adrenalina e noradrenalina, che produce un aumento dei battiti cardiaci, riducendo il tempo di coagulazione, aumenta anche la sudorazione, i muscoli si contraggono e la mente diventa più vigile, rallentano le funzioni digestive.

15° anniversario del Centro Presunti Autori di violenza e stalking. Il Centro fondato nel 2007 è il primo centro in Italia di valutazione, diagnosi e trattamento dedicato alle persone che agiscono condotte persecutorie e violente. Il Centro è rivolto sia agli adolescenti che agli adulti di sesso maschile e femminile.

Passata l’allerta, la secrezione ormonale si interrompe e l’organismo torna a rilassarsi. Nell’uomo di circa sessanta anni che si reca presso l’A.I.P.C. è possibile notare un’attivazione e una risposta corporea di tipo attacco fuga ogni qualvolta si tocchino tasti per lui difficili da trattare. Anche questo è un tipico esempio di reazione ad un evento stressante, una “minaccia” percepita dal nostro cervello.

Nello stress cronico, la persistenza degli ormoni di adrenalina, noradrenalina e cortisolo danneggia il cervello, il sistema immunitario, l’apparato cardiovascolare e il sistema scheletrico. Janice Kiecolt-Glaser e Ronald Glaser hanno approfonditamente studiato il rapporto tre stress e immunità.

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Hanno somministrato vaccini antinfluenzali a persone che si prendevano cura di malati cronici e a soggetti di controllo e il 38% dei primi ha prodotto una risposta anticorpale di tipo adeguato, contro al 66% del gruppo di controllo. In più, il cortisolo sembra danneggiare anche i processi cognitivi, infatti è stato osservato ci sia una riduzione o addirittura perdita di memoria a breve termine, poiché sembrerebbe ridurre la proliferazione delle cellule che danno origine ai neuroni nel cervello, in particolare nell’ippocampo, la regione cerebrale deputata ai ricordi.

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Per fronteggiare tale rischio è necessario applicare le proprie exit strategy. Una metanalisi di 18 studi ha verificato l’efficacia della mindfulness, contribuirebbe a bloccare la produzione delle molecole infiammatorie, già in tre mesi.

È possibile leggere l’articolo Persone Epigeneticamente Modificate (P.E.M.) ©AIPC 2021 al seguente link: https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/12/05/persone-epigeneticamente-modificate-p-e-m-aipc-2021/

BIBLIOGRAFIA:

Buric, I., Farias, M., Jong, J., Mee, C., & Brazil, I. A. (2017). What is the molecular signature of mind–body interventions? A systematic review of gene expression changes induced by meditation and related practices. Frontiers in immunology, 670.   

Cacioppo, J. T., & Patrick, W. (2008). Loneliness: Human nature and the need for social connection. WW Norton & Company.

Dunbar, R. (2022). How many friends does one person need?. In How Many Friends Does One Person Need?. Harvard University Press.

Kiecolt-Glaser, J. K., Glaser, R., Gravenstein, S., Malarkey, W. B., & Sheridan, J. (1996). Chronic stress alters the immune response to influenza virus vaccine in older adults. Proceedings of the National Academy of Sciences, 93(7), 3043-3047.

Matteoli, M. (2022). Il talento del cervello: 10 lezioni facili di neuroscienze (Vol. 7). Marsilio Editori spa.

Tomova, L., Wang, K.L., Thompson, T. et al. (2020). Acute social isolation evokes midbrain craving responses similar to hunger. Nature Neuroscience, 23, p.1597–1605.

AA.VV, A.I.P.C. Editore, Roma 2022

https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2022/03/14/campagna-conoscersi-per-relazionarsi-il-dolore-sociale/

A cura dell’AIPC Editore

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