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Sintesi A.I.P.C. ricerca: “Marcatori neurochimici eccitatori e inibitori dell’ansia nelle giovani donne”.

Ognuno individuo, se posto di fronte a situazioni di stress o di emergenza è in grado di produrre una risposta volta al ripristino dell’omeostasi e del nostro equilibrio psico-fisiologico. Il cervello umano è dotato di tre sottosistemi equamente coinvolti in queste risposte.

Il primo è il sistema del midollo allungato e dell’ipotalamo, responsabili principalmente della regolazione dell’omeostasi. Il secondo è il sistema limbico, responsabile della conservazione dell’equilibrio tra il mondo interno e la realtà esterna. L’ultimo sistema è quello della neocorteccia, responsabile dell’analisi e dell’interazione con il mondo esterno e dotato di una struttura principalmente determinata dagli stimoli ambientali (AA.VV., 2024).

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.

https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

Lo sportello di ascolto ed orientamento dell’A.I.P.C. sulla violenza è dedicato a tutte le persone senza distinzione di genere e di ruolo ricoperto (vittime, autori e familiari) e propone a richiesta e con il versamento di un contributo spese, una valutazione psicodiagnostica e psicofisiologica e training individuali, di coppia, di gruppo e familiari. Per chi si occupa o intende occuparsi di violenza con strumenti scientifici l’A.I.P.C. propone, con il versamento di un contributo spese, in presenza o a distanza, una formazione specialistica e una supervisione sia individuale che di gruppo.

Il numero unico A.I.P.C. è il 3924401930 attivo tutti i giorni comprese le festività natalizie dalle ore 12:00 alle ore 16:00 e la e-mail è aipcitalia@gmail.com.

All’interno di questi sistemi, nell’ambito della relazione tra inibizione ed attivazione dello stesso, le funzioni principali di regolazione sono svolte da due neurotrasmettitori specifici: il GABA ed il glutammato. Essi sono strettamente legati alle aree limbiche ed alle aree frontali, ciò li rende due dei fattori principali delle risposte di ansia e stress del nostro organismo. Generalmente si ritiene che alti livelli di GABA corrispondono ad una bassa ansia e viceversa; recenti evidenze scientifiche suggeriscono però che alti livelli del neurotrasmettitore siano correlati ad alti livelli di ansia. Ciò avviene poiché la funzione inibitoria dello stesso tende ad inibire anche le funzioni cognitive superiori dell’individuo, inficiando in questo modo la sua gestione dell’ansia e dello stress.

Uno studio (Johnstone & Kadosh, 2024) condotto attraverso la compilazione di questionari sull’ansia e la tecnica dell’MRI si evince che, tra le diverse aree cerebrali, quella maggiormente correlata all’ansia sia la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC). Inoltre, dall’analisi del rapporto tra glutammato e GABA, si evince che il glutammato è negativamente correlato con l’ansia. Al contrario, il rapporto della stessa con il GABA sembrerebbe essere più complesso. Bassi livelli di GABA sono correlati ad un’incapacità di inibire il nostro sistema e di conseguenza ad elevati valori di ansia esperita, mentre elevati livelli di GABA tendono ad inibire le funzioni cognitive superiori della corteccia prefrontale, impedendo così al nostro sistema di gestire al meglio le nostre reazioni di fronte all’ansia.

15° anniversario del Centro Presunti Autori di violenza e stalking. Il Centro fondato nel 2007 è il primo centro in Italia di valutazione, diagnosi e trattamento dedicato alle persone che agiscono condotte persecutorie e violente anche ristrette in carcere. Il Centro è rivolto sia agli adolescenti che agli adulti di sesso maschile e femminile.

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Nonostante il ruolo fondamentale dei neurotrasmettitori fisiologici, non va trascurato il ruolo dell’ambiente esterno nella promozione della regolazione emotiva.

Il modo in cui l’ambiente plasma il nostro organismo comprende anche la sfera psicologica. Infatti, come riportato dai professionisti volontari dell’associazione AIPC, le esperienze vissute, le relazioni che sviluppiamo e la sintonizzazione con i nostri caregiver nelle fasi di vita pre e post-natale possono influenzare il nostro genoma, modellando l’attività dei geni attraverso le cosiddette “modificazioni epigenetiche” (AA.VV., 2023).

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Il genoma quindi, oltre ad essere formato da geni trasmessi ereditariamente, è influenzato continuamente dall’ambiente e la lettura del DNA può essere modificata da esperienze avverse vissute sin dalla fase prenatale come: abbandoni, affidi, adozioni, abusi, perdite, patologie, maltrattamenti e separazioni.

I traumi possono influenzare tutti e tre i sistemi sopracitati che a loro volta controllano il funzionamento biologico dell’individuo, dalle funzioni vegetative fino alla regolazione emotiva. Gli individui traumatizzati, in genere, mostrano diversi problemi nello svolgere queste funzioni, nel verbalizzare le emozioni e nel discernere tra le stesse (AA.VV., 2021).

Bibliografia

AA.VV., (2021) “Il trauma nel corpo. Parte uno: la funzione delle emozioni”. AIPC Editore

AA.VV., (2024) “Le lesioni cerebrali traumatiche innescano la riorganizzazione della rete neurale”. AIPC Editore

AA.VV., (2023) “Quanto ci influenza l’ambiente che ci circonda? (seconda parte)”. AIPC Editore

Johnstone, N., & Kadosh, K. C. (2024). Excitatory and Inhibitory neurochemical markers of anxiety in young females. Developmental Cognitive Neuroscience, 101363.

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