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La variabile controllo negli autori di violenza

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia ha organizzato in data 14 luglio 2021 dalle ore 19:00 alle ore 20:00 il webinar dal titolo: “La variabile controllo negli autori di violenza”. Il webinar riporta uno dei risultati della decennale ricerca scientifica condotta dall’equipe multidisciplinare di professionisti volontari.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia – APS è una no-profit fondata nel 2001, un’equipe multidisciplinare di professionisti volontari che si occupa della violenza in genere, in modo circolare e che si avvale di collaborazioni istituzionali. 

Nel 2011, con la collaborazione particolare della dott.ssa Tiziana Calzone, della dott.ssa Carmen Pellino e del dott. Massimo Lattanzi, è stato strutturato il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. Scientific Violence Screening che prevede un assessment specifico della valutazione del rischio.

Il dott. Massimo Lattanzi, psicologo psicoterapeuta e PHd e coordinatore dell’A.I.P.C. inizia la sua relazione ricordando la prossima FCV LIVE su Facebook del 20 luglio sui delitti familiari che approfondirà la strage di Rivarolo.

La relazione del dott. Lattanzi prosegue con la descrizione della Mission dell’equipe A.I.P.C.:

La mission dell’equipe multidisciplinare di professionisti volontari dell’A.I.P.C. è essenzialmente la prevenzione piuttosto che del contrasto alla violenza. Il target elettivo è l’adolescente, il giovane adulto e l’adulto senza distinzione di genere vittima o autore di violenza e le coppie che decidono di intraprendere un percorso verso la genitorialità al fine di interrompere la trasmissione intergenerazionale delle relazioni interpersonali disfunzionali e violente e di: 

  1. ampliare la popolazione sottoposta alla profilassi dell’A.I.P.C. Scientific Violence Screening in particolare le coppie che decidono di intraprendere un percorso verso la genitorialità;
  2. permettere anche alle persone indigenti di accedere alla sospensione condizionale della pena e partecipare al percorso di recupero come previsto dall’articolo 6 della legge del 19 luglio 2019 n. 69;
  3. premettere ai ristretti in carcere la possibilità di affiancare ai percorsi previsti dalle istituzioni l’applicazione del protocollo integrato A.S.V.S. e la partecipazione al training specifico;
  4. permettere ai giovani adulti essenzialmente autori di reati violenti contro la persona ed affidati in prova l’applicazione del protocollo integrato A.S.V.S. e la partecipazione al training specifico;
  5. permettere anche alle persone di genere maschile vittime di violenza la partecipazione al training specifico.

La relazione del dott. Lattanzi procede con una breve descrizione del bisogno di controllo. Il bisogno di controllo si accompagna spesso al perfezionismo e rigidità. La persona si sforza di fare ordine, di prevedere l’imprevedibile, di non farsi trovare impreparata … è un bisogno interiore.

Nella pratica clinica quotidiana, prosegue il dott. Lattanzi, si riscontra una significativa presenza di tale bisogno essenzialmente nella popolazione femminile.  

Il controllo è il bisogno della continua interpretazione del pericolo: … «Il mondo e la vita devono essere sotto controllo»Il bisogno di controllo può costruire «una gabbia», che a sua volta può produrre un circolo vizioso fortemente ansioso. 

Il bisogno di controllare il mondo – le relazioni, continua il dott. Lattanzi, è una costante nei vissuti delle persone che vivono una relazione disfunzionale e violenta e che hanno vissuto alcune A.C.E.’s (Esperienze Avverse Infantili). Le esperienze avverse infantili, specifica il dott. Lattanzi, possono determinare la scelta del partner, essere gli inneschi (trigger) degli agiti aggressivi e violenti verso sé stessi e gli altri, essere l’origine di dipendenze e dei disturbi alimentari.  

Il dott. Lattanzi descrive brevemente il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. Scientific Violence Screening che prevede la raccolta delle A.C.E.’s Esperienze Avverse Infantili, fa visionare una slide delle A.C.E.’s ricorrenti identificate dall’equipe in circa venti anni, poi continua con la descrizione del protocollo facendo un breve cenno all’assessment applicato per tracciare il Profilo di personalità, il profilo Genitoriale e quello psicofisiologico.

In conclusione, il dott. Lattanzi, ricorda che in autunno riprenderanno i trial sollecitando i partecipanti a sensibilizzare i parenti, i conoscenti e i CAV a fare degli invii, in particolare, di adolescenti e giovani adulti che hanno vissuto delle ACE’s e manifestano dei disagi nelle relazioni interpersonali; la somministrazione del protocollo e la conduzione dei training prevede un contributo minimo o una libera donazione.

È possibile richiedere un orientamento gratuito tutti giorni, festivi compresi, anche nei mesi di luglio ed agosto dalle ore 12:00 alle ore 16:00, chiamando il numero 3924401930, Inviando un messaggio WhatsApp al numero 3920666515 o scrivendo sulle chat attive nei siti www.formazionecontinuaviolenza.it e www.traumaeviolenza.it.

Il webinar continua con la relazione della Dott.ssa Carmen Pellino, psicologa psicoterapeuta e referente delle ricerche dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia.

La relazione della dott.ssa Pellino inizia con la descrizione del controllo genitoriale che nascerebbe da una delle funzioni genitoriali nello specifico quella protettiva, che comprende tutti quei comportamenti con cui si offrono cure in risposta ai bisogni di un bambino e, in modo particolare, al bisogno di protezione fisica e di sicurezza. Se però il controllo viene esercitato in maniera eccessiva spesso si rischia di diventare dei «genitori elicottero». 

La relazione della dott.ssa Pellino continua con la definizione dei genitori “elicottero”. I genitori elicottero sono chiamati così perché proprio come elicotteri girano sempre attorno ai loro bambini, controllano tutto ciò che fanno e atterrano in qualsiasi momento per aiutarli in ogni piccola cosa. sono ansiosi, ambiziosi, vogliono controllare tutto ed essere sempre coinvolti”.

  • lo spiega uno studio pubblicato nel 2018 dall’associazione americana degli psicologi e pubblicato sulla rivista devolopmental psychology.
  • i genitori iperprotettivi, che controllano troppo o “genitori elicottero”, rischiano di minare l’autostima dei propri figli, andando a intaccare le loro abilità di controllo emotivo e comportamentale.

La dott.ssa Pellino introduce le ricerche dell’A.I.P.C. L’equipe multidisciplinare di professionisti volontari dell’A.I.P.C. nell’ultime tre ricerche ha analizzato, nel campione sperimentale e no, anche la relazione figlio-genitore. La relazione figlio-genitore è lo spazio relazionale primario in cui si sviluppa il sé, i suoi processi mentali, le rappresentazioni dell’altro e del mondo. 

L’equipe multidisciplinare dell’A.I.P.C., in particolare, ha individuato cinque variabili fondamentali per la definizione del parenting: 

1) calore/affetto;

2) ostilità/aggressività;

3) indifferenza/trascuratezza;

4) rifiuto indifferenziato.

5) controllo

Queste variabili ci forniscono informazioni circa la percezione dell’accettazione-rifiuto genitoriale. 

Il costrutto “accettazione-rifiuto” è presentato come una dimensione bipolare in cui accettazione sta a un estremo e rifiuto all’estremo oppostoL’accettazione si riferisce all’affetto, al calore, al sostegno, o in genere all’amore che i figli sentono di ricevere dai propri genitori. 

Per rifiuto, al contrario, si intende freddezza e assenza di affetto. Il rifiuto può essere sentito come espressione di ostilità/aggressività, indifferenza/trascuratezza, o di rifiuto indifferenziato. 

La dott.ssa Pellino prosegue specificando che l’equipe multidisciplinare di professionisti volontari dell’A.I.P.C. ha cercato di valutare nel campione di ricerca la capacità di controllo genitoriale. Il controllo è definito come un continuum che va dall’aspetto permissivo a quello restrittivo nelle direttive rivolte ai figli da parte dei genitori.

Gli item esempio variabile controllo sono:

1.         mi lasciava fare qualsiasi cosa io volessi;

2.         voleva controllare tutto ciò che io facevo;

3.         mi diceva continuamente come mi dovevo comportare.

La dott.ssa Pellino fa visionare un grafico che descrive le differenze significative tra il campione sperimentale e quello di controllo nella variabile del controllo percepito da parte della madre e da parte del padre.

La dott.ssa Pellino rammenta che il campione sperimentale analizzato è composto da 25 autori di reati violenti contro donne o minori anche ristretti nelle Case Circondariali con un’età compresa tra i 19-57 anni e un campione di controllo appaiato. 

La dott.ssa conclude la sua relazione indicando che l’analisi di queste variabili ha permesso all’equipe di evidenziare e comprendere come il genitore si comporta, in modo più o meno flessibile, rispetto a ognuna di queste variabili a seconda del contesto, degli stati d’animo e dei bisogni propri e del figlio. Questi risultati hanno permesso all’equipe di entrare con strumenti più efficaci nell’analisi complessa della trasmissione generazionale della violenza.

Il webinar si conclude con alcuni commenti e apprezzamenti dei partecipanti e l’appuntamento al mese di settembre per ulteriori attività e per la presentazione del Master.

È possibile richiedere un orientamento gratuito tutti giorni, festivi compresi, anche nei mesi di luglio ed agosto dalle ore 12:00 alle ore 16:00, chiamando il numero 3924401930, Inviando un messaggio WhatsApp al numero 3920666515 o scrivendo sulle chat attive nei siti www.formazionecontinuaviolenza.it e www.traumaeviolenza.it. 

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