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Donne che uccidono, violenza da partner intimi e psicologia forense (seconda parte)

(Walker, Temares, Diaz & Shapiro, 2023)

È possibile leggere la prima parte dell’articolo donne che uccidono, violenza da partner intimi e psicologia forense cliccando sul link:

https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2023/06/26/donne-che-uccidono-violenza-da-partner-intimi-e-psicologia-forense-prima-parte/

Dopo il caso dello Stato di New York, molti altri stati hanno permesso di rivalutare alcuni casi specifici in cui la donna adduceva la legittima difesa come movente dell’omicidio per il quale era in carcere. Ciò mostra come si stia producendo un cambiamento fondamentale nella considerazione della condizione della donna, specialmente in situazioni di vulnerabilità come quella dovuta a una continua vittimizzazione dovuta alla IPV (Walker, Temares, Diaz & Shapiro, 2023). Questo cambiamento ha portato la ricerca a porsi interrogativi sulla donna come autrice di reato. In particolare, interrogandosi sui principali moventi che vengono riportati dalle autrici di omicidio: il movente più comune è la legittima difesa in situazioni di violenza domestica; l’infanticidio, spesso commesso da donne con problemi di salute mentale; e la presenta di un grave disturbo di personalità, antisociale ad esempio (Smith, 2020).

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C. https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

La raccolta dati sul tema dell’omicidio commesso da una donna, specialmente se maltrattata, può essere estremamente complessa in quanto, come già menzionato, il campione è molto piccolo e le valutazioni effettuate su tali donne sono spesso eterogenee. Walker e colleghi (2022) hanno riscontrato con maggiore probabilità che la causa di questi omicidi sia da attribuirsi al trauma dovuto alle continue violenze subite da una donna in una relazione di IPV, trauma che può produrre l’innescarsi di una reazione difensiva. Come ricordano i professionisti volontari della AIPC, l’esperienza traumatica genera una forte reazione di attivazione nell’individuo, che può produrre reazioni aggressive e violente (AAVV, 2021). Se ciò è generalmente vero, lo è ancora di più in casi come quelli presentati in questo elaborato, in cui vi sono state esperienze gravissime e continuative di traumi e violenze.

È possibile trovare i riferimenti più approfonditi dei temi trattati sui siti www.delittifamiliari.itwww.formazionecontinuaviolenza.it www.traumaeviolenza.it, www.epigeneticamente.it o scrivere alla e-mail aipcitalia@gmail.com.

Il tema comune e la causa scatenante di questi omicidi è sicuramente la violenza domestica, e non la personalità della donna. Tuttavia, può essere estremamente interessante ricercare possibili temi comuni nelle personalità delle donne maltrattate che uccidono il loro partner violento. Raccogliendo dati, tramite la somministrazione di test di personalità, in un campione di donne maltrattate che hanno ucciso il loro partner violento, si potrebbe creare una batteria di test validata specificamente su questo sottogruppo di donne, agevolando i periti psicologi e gli esperti nella valutazione di questi casi (Walker, Temares, Diaz & Shapiro, 2023).

Lo sportello di ascolto ed orientamento dell’A.I.P.C. sulla violenza è dedicato a tutte le persone senza distinzione di genere e di ruolo ricoperto (vittime, autori e familiari) e propone a richiesta e con il versamento di un contributo spese, una valutazione psicodiagnostica e psicofisiologica e training individuali, di coppia, di gruppo e familiari. Per chi si occupa o intende occuparsi di violenza con strumenti scientifici l’A.I.P.C. propone, con il versamento di un contributo spese, in presenza o a distanza, una formazione specialistica e una supervisione sia individuale che di gruppo.

Il numero unico A.I.P.C. è il 3924401930 attivo tutti i giorni festivi compresi dalle ore 12:00 alle ore 16:00 e la e-mail è aipcitalia@gmail.com.

La raccolta di dati normativi e, in generale, la maggiore conoscenza sul tema della legittima difesa nell’ambito di una relazione violenta, può portare ad una maggiore possibilità di formare le forze dell’ordine e chiunque lavori nell’ambito giudiziario. La formazione e sensibilizzazione degli operatori in ambito giuridico è fondamentale anche per ridurre il fenomeno delle reazioni al trauma vicario, nei casi in cui qualcuno rievoca un trauma simile di fronte a noi. Temares (2022) e Figley (2013), raccontano di una psicologa che aveva esperito, nella sua famiglia, un caso di violenza simile a quello dell’imputata, e si è rifiutata di ascoltare la testimonianza della donna sulla violenza, causandone la condanna. Se ciò può avvenire con tanta facilità a un professionista formato nell’ambito della salute mentale, si può solo immaginare la facilità con cui avvenga a personale non formato sul tema, come giudici e avvocati. Una maggiore formazione è pertanto necessaria ad evitare i bias di giudizio, sia causati dall’ignoranza, che dal pregiudizio, che si possono formare in questi casi.

Intervista “La personalità narcisistica non va in vacanza” http://www.ilmessaggeroweb.it/2023/06/08/la-personalita-narcisistica-non-va-in-vacanza/

Una migliore formazione in tema di IPV e di legittima difesa è fondamentale anche per ridurre il fenomeno delle false confessioni, che possono essere prodotte dalle modalità delle forze dell’ordine di condurre l’interrogatorio (Walker, Temares, Diaz & Shapiro, 2023). La coercizione psicologica, la paura e la confusione sono tutti fattori che influenzano grandemente la possibilità di ottenere una falsa confessione, specialmente nei casi in cui le forze dell’ordine mentono o affermano che la donna potrà vedere i suoi figli se confessa (Jackson, 2022a). Queste forme di interrogatorio possono causare la carcerazione di un gran numero di innocenti e, specialmente con un individuo vulnerabile (minori, affetti da patologie mentali, donne maltrattate), vanno assolutamente evitate (American Psychological Association, 2022).

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Per le donne, è ancora più complicato essere scagionate per delitti che affermano di non aver commesso, in quanto, rispetto agli uomini, vi è meno probabilità che abbiano commesso un crimine che coinvolga la presenza di DNA sulla scena del crimine. Normalmente, la prova del DNA è quella più utilizzata per provare la propria innocenza, se si è stati ingiustamente condannati (Jackson, 2022b).

Ciò che è stato riportato finora è ancora più rilevante se si tengono in considerazione le minoranze etniche. Sebbene i pregiudizi e i bias dovuti all’etnia siano estremamente rilevanti e presenti in ogni campo, in quello relativo alle forze dell’ordine e alla magistratura ricopre una rilevanza cruciale, specialmente se i bias etnici si intrecciano con quelli di genere. Nel caso delle donne afroamericane che subiscono violenza domestica, vi è un ancor maggiore senso di abbandono da parte delle istituzioni e di mancanza di protezione. Le donne afroamericane maltrattate riportano di non chiamare i soccorsi durante o dopo un episodio violento perché temono che la polizia o il sistema possano uccidere il loro partner (Walker 1989, 2017).

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In conclusione, la formazione del personale peritale, poliziale e giudiziario in materia di trauma e di come esso può influenzare la psicologia e il comportamento di un individuo è fondamentale per evitare errori giudiziari. Allo stesso tempo, è fondamentale che i legislatori mettano in atto politiche per creare corridoi preferenziali per le vittime di violenza domestica, specialmente nei casi in cui ricorrono alla legittima difesa per sopperire alle mancanze di un sistema che doveva proteggerle. Come già menzionato, i professionisti volontari della AIPC ricordano che la violenza ha una matrice traumatica e questo implica che sia così anche per i partner violenti delle donne maltrattate nominate in questo articolo. Se la violenza scaturisce dal trauma, allora è fondamentale la formazione del pubblico generale e del personale specializzato su tali temi, in modo da poter arrivare a riconoscere e trattare in tempo gli effetti che eventi traumatici del nostro passato possono avere su di noi (AAVV, 2021a, 2021b).

Bibliografia

American Psychological Association [APA]. (2022). Resolution on interrogations of criminal suspects. http://www.apa.org/about/policy/interrogations.aspx 

AA.VV. 2021. L’Intimate Partner Homicide (IPH). AIPC Editore, 2023. https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2021/06/22/lintimate-partner-homicide-iph/

AA.VV. 2021. Sintesi del Webinar svoltosi il 25 novembre “La CONOSCIENZA come prevenzione della VIOLENZA”. AIPC Editore, 2021.

https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2021/11/30/sintesi-del-webinar-svoltosi-il-25-novembre-la-conoscienza-come-prevenzione-della-violenza/

AA.VV. 2021. Sintesi Workshop – “La matrice traumatica della Violenza”. AIPC Editore, 2021. https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2021/03/10/sintesi-workshop-la-matrice-traumatica-della-violenza/

AA.VV. 2023. Podcast: “Rubrica Delitti Familiari 2022”. AIPC Editore, 2023. https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2023/01/23/podcast-aipc-rubrica-delitti-anno-2022/

Domestic Violence Survivors Act. 2019 (60.12)

Federal Bureau of Investigation. (2019). Expanded homicide. https://ucr.fbi.gov/crime-in-the -u.s/2019/crime-in-the-u.s.-2019/topic-pages/expanded-homicide

Federal Bureau of Investigation. (September. 2021). National incident-based reporting system (NIBRS) details reported in the United States. https://crime-data-explorer.app.cloud.gov/ pages/explorer/crime/crime-trend 

Figley, C. R. (2013). Compassion fatigue: Coping with secondary traumatic stress disorder in those who treat the traumatized. Routledge.

Jackson, N. A., Campbell, K. M., & Pate, M. (2022a). The victimology of a wrongful conviction: Innocent inmates and indirect victims. Taylor & Francis.

Jackson, N. A., Pate, M., Campbell, K. M., & Shlosberg, A. (2022b). An exploratory study of “No-Crime” homicide cases among female exonerees. Journal of Aggression, Maltreatment, and Trauma, 1–18. https://doi.org/10.1080/10926771.2022.2106169

Mechanic, M. (2022). Battered women charged with homicide: Expert consultation, evaluation, and testimony. Journal of Aggression, Maltreatment, and Trauma, 1–24. https://doi.org/10. 1080/10926771.2022.2068393

Nellis, A. (2021). In the extreme: Women serving life without parole and death sentences in the United States. The Sentencing Project. https://www.sentencingproject.org/publications/in- the-extreme-women-serving-life-without-parole-and-death-sentences-in-the-united-states/

Smith, J. M., Gacono, C. B., & Cunliffe, T. B. (2020). Examining trauma symptoms and interpersonal dependency within incarcerated psychopathic and non-psychopathic women. Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma, 1–20. https://doi.org/10.1080/ 10926771.2020.1841868

Temares, A. E., & Walker, L. E. (2022). Book review: Requiem for a female serial killer: by Phyllis Chesler, new English review press, Nashville, TN, 2020, 250 pp. Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma. https://doi.org/10.1080/10926771.2022. 2134071

The Sentencing Project (2021). Trends in U.S. Corrections. https://www.sentencingproject.org/wp- content/uploads/2021/07/Trends-in-US-Corrections.pdf

Walker, L. E. (1989). Terrifying love: Why battered women kill and how society responds. Harper Collins.

Walker, L. E. (2017). The Battered Woman Syndrome (4th) ed.). Springer Publishing Company.

Walker, L. E., Temares, A. E., Diaz, B. N., & Gaviria, G. (2022). Psychological evaluation of battered women who kill in self-defense: A review of 34 cases. Journal of Aggression, Maltreatment, and Trauma, 1–19. https://doi.org/10.1080/10926771.2022.2068390

Walker, L. E., Temares, A. E., Diaz, B. N., & Shapiro, D. L. (2023). Women Who Kill, Intimate Partner Violence, and Forensic Psychology. Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma, 1-12.

AIPC Editore © 2023. Riproduzione Riservata.

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