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Il trauma nel corpo. Parte uno: la funzione delle emozioni.

Trauma in the body. Part one: the function of emotions.  

Abstract

Il trauma coinvolge tutto il corpo a partire dal cervello. In questo articolo vediamo brevemente come le esperienze avverse creino un danno alla funzione adattiva delle emozioni.

Abstract

Trauma involves the entire body starting with the brain. In this article we briefly look at how adverse experiences create damage to the adaptive function of emotions.

La funzione delle emozioni

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia è un’organizzazione di volontariato (ODV), fondata a Roma nel 2001, che si occupa della prevenzione e del contrasto a ogni forma di violenza e di approfondire le conoscenze attuali sul trauma a livello psicobiologico.

Ognuno di noi è in grado di produrre una risposta alle avversità e allo stress che ne minacciano l’omeostasi. Stiamo parlando di una difesa rapida, aspecifica e generalizzata che coinvolge ogni aspetto del funzionamento cerebrale. Il cervello umano è dotato di tre sottosistemi di analisi dell’informazione, ciascuno con un proprio substrato anatomico e chimico.

Webinar: la frustrazione e l’aggressività negli autori di violenza.

Il webinar gratuito del 10 giugno e si terrà sulla piattaforma gratuita Go To Meeting dalle ore 17:00 alle ore 19:00 sulla piattaforma gratuita Go To Meeting. Sarà rilasciato l’attestato di partecipazione. Clicca sul link ed iscriviti https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2021/05/28/webinar-la-frustrazione-e-laggressivita-negli-autori-di-violenza/

Il primo è il sistema del midollo allungato e dell’ipotalamo, responsabili principalmente della regolazione dell’omeostasi. Il secondo è il sistema limbico, responsabile della conservazione dell’equilibrio tra il mondo interno e la realtà esterna. L’ultimo sistema è quello della neocorteccia, responsabile dell’analisi e dell’interazione con il mondo esterno e dotato di una struttura principalmente determinata dagli stimoli ambientali. È interessante notare che il trauma va a influenzare tutti e tre i sistemi sopracitati che a loro volta controllano il funzionamento biologico dell’individuo, dalle funzioni vegetative fino al ciclo riproduttivo. La neocorteccia, in particolare, è orientata al mondo esterno e al problem solving, all’apprendimento, alla discriminazione di stimoli complessi e traduce gli stati soggettivi emotivi in linguaggio pronto per essere comunicato. Gli individui traumatizzati, in genere, mostrano diversi problemi nello svolgere queste funzioni, nel verbalizzare le emozioni e nel discernere tra le stesse.

Formazione continua sulla Violenza LIVE

Martedì 8 giugno alle ore 18:00 si terrà la prima diretta sulla pagina Facebook dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia dedicata ai “Delitti Familiari: cause, dinamiche e prevenzione”.

Il trauma crea una serie di cambiamenti bio-comportamentali a cascata che portano la persona a sviluppare sintomi intrusivi che, quando persistono, provocano un arousal cronicamente instabile. Il paziente, perseguitato dai ricordi dell’evento, in genere, cerca di compensare la propria iperreattività emotiva “spegnendosi” a livello comportamentale (Van der Kolk et al., 1996). Cerca, così, di evitare gli stimoli che richiamano il trauma e mostra un intorpidimento emozionale anche nelle attività quotidiane, alternato da un’iperarousal in risposta a stimoli trigger.

Le emozioni in un individuo sano hanno la funzione fondamentale di avvisare e allertarlo di prestare attenzione per agire, poi, in modo efficace.

La reattività psicologica cronica e l’incapacità collegata di regolare le reazioni autonomiche impediscono all’individuo traumatizzato di utilizzare le emozioni come segnali (Krystal, 1978). La persona finisce per passare dallo stimolo, interno o esterno, alla risposta senza sviluppare una reazione di attacco/fuga, rimanendo immobilizzato o reagendo esageratamente. La diminuzione della reattività fisiologica agli stimoli emotigeni nel tempo è, in genere, in segno che la terapia, di qualsiasi tipo essa sia, sta funzionando.

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C. https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

Kolb (1987) ha per primo pensato che la stimolazione emotiva eccessiva, provocata dal trauma, nel sistema nervoso centrale origini dei mutamenti neuronali. Questi mutamenti porterebbero, quindi, ad una interpretazione erronea degli stimoli innocui che verrebbero percepiti come fonte di minaccia e pericolo. Riassumendo, questo vuol dire che gli individui traumatizzati non riescono a neutralizzare gli stimoli ambientali al fine di prendere parte alle attività quotidiane rilevanti. Tendono quindi a compensare queste emozioni eccessive spegnendosi. Il costo di questo spegnimento emotivo è la diminuzione del coinvolgimento nella vita quotidiana e in quella affettiva.

Se credi di aver vissuto uno o più traumi e di vivere relazioni disfunzionali puoi richiedere una consulenza o un orientamento gratuito:

Inviando una mail all’indirizzo e-mail info@traumaeviolenza.it;

Contattando il numero 3924401930 dalle 12:00 alle 16:00;

Inviando un messaggio WhatsApp al numero 3920666515;

Scrivendo sulle chat attive nei siti www.traumaeviolenza.it e www.formazionecontinuaviolenza.it.

Bibliografia

Kolb L.C., 1987, Neurophysiological hypothesis explaining post-traumatic stress disorder. Am J Psychiatry; 144: 989-99.

Krystal H., 1988-93, Affetto, trauma, alessitimia, Ma.Gi., Roma, 2007.

Van der Kolk, B.A., Mc Farlane, A.C., Weisaeth, L. – a cura -, 1996, Stress traumatico. Gli effetti sulla mente, sul corpo e sulla società delle esperienze intollerabili, Ma.Gi., Roma, 2004.

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